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Rivelata la madrina 2016!

Dopo la ballerina Alessandra Pasquali e la tuffatrice Tania Cagnotto, quest’anno aprirà le danze insieme a Hansjörg Prast, direttore dell’IDM Alto Adige, Alessandra Tisot, bolzanina dirigente del Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite.

Alessandra Tisot, bolzanina, dopo gli studi all’Università “Cà Foscari” di Venezia ed all’Istituto per il Commercio Estero di Roma, si specializza in management and leadership alla Wharton Business School - University of Pennsylvania, USA e in politiche energetiche e cambiamento climatico al Tyndall Center - University of East Anglia, UK. 
Intraprende nel 1988 la carriera diplomatica di funzionario internazionale presso le Nazioni Unite arrivando a ricoprire incarichi dirigenziali. Nel corso della sua attività si è occupata di strategie di sviluppo, programmazione economica, difesa dei diritti umani e delle minoranze.
Ha rappresentato le Nazioni Unite e l’agenzia ‘United Nations Development Programme’ (UNDP) in Gambia (1988-1990, NY-USA (1991) , Laos (1991-1994 e 1997-2000), Tanzania (1994-1997), Nepal (2000-2004), Cina (2005-2008), Etiopia (2008-2013), Ucraina (2013-2014) e Liberia. (2014-2015). Dal 2016 collabora a programmi di ricerca sulla sostenibilità energetica ed economica dei paesi africani.

Il 3 giugno aprirà le danze per la terza edizione di Piazza Walzer e sarà madrina di questa serata speciale nella piazza-salotto di Bolzano. Le abbiamo chiesto cosa significa questa serata per lei.

Alessandra, ti aspettavi l’invito ad essere madrina di Piazza Walzer?

Non nego di essere stata colta un po’ di sorpresa quando gli organizzatori mi hanno proposto questo ruolo. La sorpresa era legata al piacere di essere stata associata a due personalità di eccezione quali Tania Cagnotto ed Alessandra Pasquali.

Ho accettato con gioia non solo perché dire di no ad organizzatori cosi squisiti quali il team Walzer Platz è semplicemente impossibile, ma anche perché riportare il walzer, un ballo di corte, in piazza è una grande idea. Questa piazza e questo evento, nella mia mente sono simboli di eleganza ed armonia, che arricchiscono la nostra esperienza quotidiana. Al contrario non c’è nulla di elegante in guerre, conflitti, soprusi e discriminazioni, realtà che ho conosciuto nel mio lavoro.

Cosa significa per te Piazza Walzer?

E’ un’occasione per festeggiare Bolzano e la sua capacità di rinnovarsi e di muoversi con i tempi, mantenendo alti e rispettati i valori per cui, dal mio punto di vista, è riuscita a testimoniare pragmaticamente la forza e l’energia che si possono generare da un approccio vincente quale è quello dalla convivenza, l’intercultura, il rispetto dell’essere umano e dell’ambiente.

Quindi Bolzano, con la sua festa nella “piazza-salotto” è l’esempio da seguire?

Bolzano e il Südtirol/Alto Adige devono continuare ad essere un faro di riferimento dell’inclusività e devono continuare a migliorare le proprie pratiche e le proprie istituzioni  rivolte a favorire questi esperimenti . Migration is here to stay. Le migrazioni diventeranno una normalità costante, ci dicono esperti, economisti e politologi e siamo solo all’inizio dei grandi movimenti e delle grandi migrazioni.
Bolzano è giunta al top delle classifiche nazionali della qualità della vita grazie all’impegno e la partecipazione, di chi governa, di chi sorveglia sul ‘bene comune’, di chi ha realizzato e di chi è rimasto vigile, coinvolto a garantire che la visione di prosperità, convivenza ed inclusività continui ad indicare la rotta. Sono convinta che Bolzano ed il l’Alto Adige conquistino il cuore di chi visita queste terre perché’ hanno saputo conferire ‘diritti certi’ e hanno saputo negoziare valori e principi, in cui noi tutti continuiamo a rispecchiarci e a credere. In questo momento in cui viviamo importanti riassetti geopolitici ed ambientali, i valori ed i diritti sono le nostre ancore di salvataggio. I tre pilastri della Carta delle Nazioni Unite: pace, diritti umani e prosperità sono più che mai attuali. I tre fattori sono inscindibili ed il loro interagire determinante.  Niente pace senza sviluppo economico, niente sviluppo economico senza pace e rispetto dei diritti di tutti.

Alla fine però Piazza Walzer è “solo” una festa in piazza…

L'evento Walzer Platz offre l’occasione per festeggiare, per avvicinarsi, per ballare insieme.

La festa è infatti pensata per tutti! Potremo aspettarci delle sorprese in questo senso?

In quest’occasione un simbolo per tutti: l’Etiopia, un’immagine, solamente un flash in questa giornata di gioia e festeggiamenti per dare un volto alla Bolzano che cambia, si rinnova e sicuramente diventerà più bella, più ispirata. L’ Etiopia, paese che amo e in cui ho vissuto, rappresenta anche il luogo d’origine dell’umanità. La terra di Lucy, una donna come testimonial. Una compagna per il nostro Ötzi? Warum nicht? La signora del deserto ed il signore dei ghiacci, vita dura immagino per entrambi!

Speriamo allora che anche questa edizione di Piazza Walzer possa essere un momento di incontro piacevole, di ballo e spensieratezza per tutti…

Un’ultima parola vorrei rivolgerla ai nostri amici giornalisti, un incoraggiamento a trovare le belle storie di multiculturalità dei nostri tempi, le storie positive. Raccontatecele più spesso. Di storie belle, di armonia tra culture apparentemente lontane, ce ne sono tante, sempre di più. Se vogliamo continuare a produrre capitale sociale, relazioni tanto importanti per il nostro benessere sociale ed economico, penso dovremmo capovolgere i nostri parametri di valutazione. Sarebbe bello continuare a mettere in luce i contributi importanti della convivenza sia da un punto di vista culturale che economico e ad ispirarci in positivo.

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